Go Back Report # 1651

02-05-2013                                   ENGLISH TRANSLATION FOLLOWS ITALIAN TEXT        

INCONTRO RAVVICINATO DEL SECONDO
TIPO A MARINA DI PISA

   Alle 15.00 del 18 febbraio, previo contatto telefonico e su sua richiesta, Roberto Pinotti si è incontrato al parcheggio della ESSELUNGA in prossimità dell’uscita della SGA FI-PI-LI di Pisa Nord-Ovest (Cisanello) con un pisano che per varie ragioni personali, familiari e professionali pretende l’assoluto anonimato. Dopo aver visto MISTERO in TV questi ha cercato un ente ufologico serio e infine è arrivato al numero di cellulare di Pinotti. L'evento che ha vissuto si è verificato a Marina di Pisa, quasi di fronte al mare, in prossimità del Bagno "Gorgona” alle 00.45 del 5 febbraio 2013. Egli si trovava nella propria auto, ferma nel parcheggio di fronte al bagno suddetto in compagnia di una ragazza (che come lui non desidera essere nominata) quando questa ha attirato la sua attenzione su qualcosa di luminoso a breve distanza dall’auto, a terra e sulla sinistra. Si trattava di una sfera luminosa simile ad un ovoide delle dimensioni di un pallone da calcio, emettente una luminosità tenue, non eccessiva, circoscritta ad un raggio all’incirca di 70 cm. (ma non era una "luce tronca”, in ogni caso) e di colore verde-azzurro. La sfera, all’interno della luce che emetteva, mostrava comunque dei contorni netti, come quelli di un corpo strutturato. I due, sorpresi, la hanno osservata meglio e hanno visto che l'oggetto faceva "fumare" leggermente il terreno sottostante (costituito da ghiaino sabbioso di riporto). Quindi il corpo misterioso ha cominciato a ruotare velocemente su se stesso da sinistra a destra sollevandosi a circa 15 cm. da terra. Il testimone ha notato che ha poi come "espulso" dei minuti frammenti nella parte inferiore (un po’ “come un uovo in verticale che al di sotto perdesse in piccoli pezzi il suo guscio") e infine si è alzato velocemente come aureolato da una leggera pioggia di minute scintille. Mentre la ragazza, spaventata, gli scongiurava di andare via subito, l’uomoi [sic – l’uomo] è invece uscito dall’auto d’impeto e lo ha rincorso, vedendo così l’oggetto raggiungere il mare per poi immergervisi subito dopo. Lo ha dunque seguito da terra e ha visto che, da sott’acqua, la "cosa" irradiava una diffusa luminescenza verdastra. Ad un certo punta [sic – punto] l'oggetto è scattato in verticale involandosi verso l’alto, salendo velocissimo verso il cielo a candela e scomparendo alla vista. Con questa manovra il testimone veniva anche investito dagli schizzi dell’acqua sollevata violentemente dallo spostamento verso l’alto del corpo misterioso che con ciò dimostrava la sua natura assolutamente fisica e materiale. Tornato all’auto dall’amica terrorizzata, constatando una apparente traccia termica sui ghiaino, scuritosi nell’area interessata dalla misteriosa presenza, prima di partire prelevava con la parte cartonata di un taccuino, debitamente strappata, un piccolo campione superficiale del suolo senza toccarlo con le mani, e ponendolo con cura in una busta di plastica che aveva in vettura per ragioni professionali. Nell’aria si era diffuso uno strano odore, abbastanza simile a quello tipico registrato durante le operazioni di saldatura metallica. Verso le 01.00 l’uomo e l’amica hanno lasciato la zona in auto (che ripartita senza problemi). Il tutto si è dunque svolto nel giro di un quarto d’ora. Il giorno dopo il parabrezza dell'auto mostrava alla luce solare dei riflessi verdastri (dello stesso colore della luce emessa dall’oggetto) che in sede di lavaggio della vettura non è stato facile riuscire infine ad eliminare. I campioni (consegnati in una busta di plastica a Plnotti) mostrano dei ciottolini di ghiaino scuriti apparentemente dall’azione del corpo misterioso (il testimone sostiene che il ghiaino in questione è di colore chiaro), forse anche oggetto di un possibile processo di calcinazione, frammisti a minuti frammenti vetrosi. L'uomo ne avrebbe staccato uno da un ciottolino con una pinza di lavoro al cromo-vanadio, peraltro sbeccandola e addirittura generando qualche scintilla da frizione (come quelle di una pietra focaia). In tal caso dovrebbe trattarsi di materiale estremamente duro (il ciottolo o il frammento vetroso?). Va da sé che verrebbe logico pensare che una azione termica dell’oggetto su un suolo del genere (col ghiaino è anche presente un minimo di quantità di sabbia) abbia vetrificato la sabbia trasformandola in vetro o in qualche tipo di sostanza cristallina. Esaminati da un gioielliere a Firenze su iniziativa di Pinotti, la sua impressione superficiale (escluso a suo dire che possa trattarsi di diamanti) è che i frammenti trasparenti siano di natura vetrosa. Analisi strumentali dei reperti sono in corso, anche se ― trattandosi di materiale litico eterogeneo ― sarà ben difficile ricavarne dati significativi. L'idea che la "sfera di luce” in questione fosse una sonda o sensore polivalente da monitoraggio a controllo remoto (del tipo di quelle che negli anni 50 e 60 erano definite "registering disks" o "dischi da rilevamento" verosimilmente controllati a distanza dai "dischi volanti" pilotati e aventi la funzione di ricognitori) apparirebbe la più logica.   

Fonte – Coordinamento Regionale CUN, Febbraio 2013          

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CLOSE ENCOUNTER OF THE SECOND KIND IN MARINA DI PISA

At 15:00 (3 p.m.) on 18 February, following a phone call and at his request, Roberto Pinotti met at the parking lot of the Esselunga1 near the exit of the SGA FI-PI-LI2 from Pisa Northwest (Cisanello) with a man from Pisa who for various personal, family, and professional reasons demands absolute anonymity. After seeing “Mystery” on TV, this man tried to find a serious UFO authority and finally reached the cell phone number of Pinotti. The event that he experienced occurred in Marina di Pisa, almost opposite the sea, near the “Gorgona” Bathhouse at 00:45 on February 5, 2013. He was in his car, stopped in the parking lot in front of the above-mentioned bathhouse, with a girl (who like him does not want to be named) when her attention was drawn to something bright a short distance from the car, on the ground and to the left. It was a ball of bright light similar to an ovoid the size of a soccer ball, emitting a faint light, not excessive, limited to a radius of approximately 70 cm (but it was not a “truncated light,” in any case) and of greenish-blue color. The sphere, inside of the light it was emitting, however, revealed sharp contours, such as those of a structured body. The two, surprised, observed it better and saw that the object was making the ground beneath it (composed of sandy gravel fill) “smoke” slightly. Then the mysterious body began to rotate on itself from left to right rising to about 15 cm from the ground. The witness noticed that then it just “ejected” minute fragments from the underside (a little “like an egg in upright position that beneath it was losing its shell in small pieces”), and finally it quickly went up as though surrounded with a glow from a light rain of tiny sparks. While the girl, frightened, implored him to leave immediately, the man instead rashly got out of the car and chased it. He saw that the object reached the sea and then plunged into it immediately after. He then kept going by land and saw that, from underwater, the “thing” radiated a diffuse greenish luminescence. At some point the object jumped to a vertical position flying upwards, climbing rapidly toward the sky, and disappearing from view. With this maneuver the witness was also hit by the splashes of the water raised by the violent upward movement of the mysterious body that with this demonstrated its absolutely physical and material nature. Returning to the car with the scared friend, he noted an apparent thermal trace on the gravel, darkening in the area affected by the mysterious presence. Before leaving, he used the hardback part of a notebook to collect a small sample of the soil surface, and without touching the sample with his hands, he placed it carefully in a plastic bag that he had in his car for professional reasons. In the air a strange odor was widespread, quite similar to that experienced during the operations of metal welding. At around 1:00 a.m. the man and his friend left the area in the car (which started again without problems). All this happened, therefore, within just a quarter of an hour. The next day the windshield of the car revealed greenish tints in the sunlight (the same color as the light emitted by the object). Even with washing the car, it was not easy to successfully remove them. The samples (delivered to Pinotti in a plastic bag) show the pebbles of gravel apparently darkened by the action of the mysterious body (the witness claims that the gravel in question is light in color), perhaps also subject to a possible process of calcination3, mixed with minute glassy fragments. Furthermore, the man divided one little pebble with chrome-vanadium work pliers, chipping it and even causing some sparks from friction (like those of a flint). In such a case it must be a question of an extremely hard material (the pebble or the glassy fragment?). Needless to say, it would be logical to consider that a thermal effect of the object on soil of this type (with gravel there is also a minimum amount of sand) vitrified the sand transforming it into glass or some type of crystalline substance. Examined by a jeweler in Florence on Pinotti’s initiative, his superficial impression (except in his view that they might be diamonds) is that the transparent fragments are of a glassy nature. Instrumental analyses of the evidence are in progress, even though ― in the case of heterogeneous lithic4 material—it will be very difficult to obtain meaningful data. The idea that the “sphere of light” in question was a probe or a polyvalent sensor with monitoring by remote control (of the type that in the 50s and 60s were defined as “registering disks” or “survey disks” probably remotely controlled by piloted “flying saucers” and having the function of reconnaissance craft would appear the most logical.      

Source – Regional Coordination CUN (Centro Ufologico Nazionale [National UFO Center]), February 2013     

Note 1: Esselunga is an Italian retail store.     

Note 2: SGA FI-PI-LI stands for Firenze-Pisa-Livorno (a major highway in Italy).        

Note 3: calcination: 1)
the conversion of metals into their oxides as a result of heating to a high temperature; 2) the process of heating a substance to a high temperature but below the melting or fusing point, causing loss of moisture, reduction or oxidation, and dissociation into simpler substances. The term was originally applied to the method of driving off carbon dioxide from limestone to obtain lime (calcium oxide). Calcination is also used to extract metals from ores.       
Reference:
http://science.yourdictionary.com/calcination)    

Note 4: lithic: made of stone. 

Reference for the above text is: “Incontro ravvicinato del secondo tipo a Marina di Pisa,” UFO Notiziario (UFO News) magazine, monthly information from the National UFO Center (C.U.N.), n. 6, May 2013, pp. 6-7.
       
Thanks to Marco Bianchini from the Center for UFO Studies (CISU - http://www.cisu.org/) for emailing the article to me (CF) on May 27, 2013. 

UFOCAT PRN – UNKNOWN   

Europe – Italy, Toscana [Tuscany]. Body of water is the Ligurian Sea. 
Marina di Pisa  
Latitude 43-40-00 N, Longitude 010-16-00 E (D-M-S) [
populated place]       
Pisa                 Latitude 43-43-00 N, Longitude 010-23-00 E [populated place]         
Reference: http://geonames.nga.mil/ggmaviewer/    





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